Onesti o imbroglioni?

Ritengo che questo dilemma passi spesso per la testa alle persone oneste (gli imbroglioni non hanno dubbi) quando si trovano di fronte a clienti che pervicacemente sembrano ricercare il modo più complicato ed astruso per farsi imbrogliare.

Ci riferiamo in questo caso a tutti coloro (la maggioranza) che a fronte del fatto che gli si spieghi che le leggi richiedono:

  • la marcatura CE e non le prove di laboratorio
  • i certificati solo da Organismo Notificato
  • i certificati solo in alcuni specifici casi
  • il fascicolo tecnico e non delle generiche dichiarazioni
  • la responsabilità di un soggetto europeo e non di un extra europeo

si ostinano a dare ascolto a chi gli racconta fantasie, anziché documentarsi direttamente leggendo le direttive.

Ci sono sul mercato dei venditori di fumo, ma ci sono anche i compratori di fumo e sinceramente ci si trova in imbarazzo nello scoprire che sono entrambi molto impegnati nel loro ruolo.

Come si fa a credere a qualcuno che Ti promette l’immunità da qualsiasi responsabilità, se gli commissioni il certificato X o Y?

Come si può pensare che una prova su un campione, garantisca la qualità della produzione di migliaia di pezzi.

Com’è possibile affrontare una qualsiasi attività pensando onestamente che esita un modo per non assumersi alcuna responsabilità su ciò che si fa?

Allora qualche volta l’onesto viene colto da un amletico dubbio, ovvero: spiego le cose come sono scritte nelle leggi o invento anch’io delle favole, visto il successo che incontrano? Poi l’onesto, non per suo merito, ma perchè è fatto così, sceglie sempre la sua strada, ma che tristezza!

Non parliamo poi dei costi, solo due giorni fa (proprio il giorno di Pasqua) un cliente mi ha riferito che per fare la marcatura CE su delle lampade a led, gli hanno ipotizzato un costo di 30.000,00 (TRENTAMILA)  euro, e poi ci sono altri che fanno una verifica su una struttura portante per 300,00 (TRECENTO) euro, per non dire dell’implementazione dell’ISO 9001 a 900,00 euro.

Possibile che in questo Paese abbiamo perso il senso della ragione e delle dimensioni, quanto deve lavorare una persona per fare la marcatura CE di alcune lampade, un anno? Com’è possibile che un professionista progetti correttamente una struttura in 2 o 3 ore? ( i 300 euro solo lordi e comprendono oltre il 50% di tasse,più tutti i costi), cos’è un sistema di gestione se si può creare in poche ore e con alcune centinaia di fotocopie?

Comprendo la difficoltà di valutare il lavoro degli altri, quando non lo si conosce, ma il buon senso dovrebbe essere un patrimonio comune a cui attingere durante tutta la nostra vita, perchè non viene utilizzato?

 

 

 

 

 

Certificati, ma cosa sono veramente?

Sentiamo quotidianamente parlare di certificati, certificazione, in tutti i campi economici e non,  ed in particolare per quanto riguarda la sicurezza, se ne fa largo uso.

Come spesso accade, per ragioni storiche di cui preferiamo tacere, dato che non depongono a nostro (degli italiani) favore, in Italia siamo abituati a considerare il certificato come una sorta di chiave che apre qualsiasi porta, anche quella del Paradiso.

Basta dire: – Ho il certificato! che quasi ogni ostacolo viene eliminato, e diventiamo degni di credibilità e stima. Ciò che dice il certificato è vero per definizione e quindi ci concede un via libera quasi totale.

Proviamo a vedere qual’è il reale significato di un certificato in ambito “marcatura CE”.

Qualsiasi certificato emesso da un Organismo Notificato, cioè riconosciuto dalle autorità europee e quindi degno di credibilità, riporta una dicitura (purtroppo in inglese) che recita più o meno così:- Questo certificato è relativo al campione che è stato esaminato, non dice nulla in merito alla produzione di serie. Esso può essere utilizzato dal produttore (non da altri. ndr) solo in abbinamento con i documenti previsti dalla legge per la commercializzazione (in Europa questi documenti si chiamano semplicemente Marcatura CE. ndr.).

Quindi non si comprende come si possa accettare e richiedere in modo quasi compulsivo, il certificato di conformità in accompagnamento ai prodotti di serie.

Il certificato viene chiesto dai doganieri, pur non avendone alcun diritto, dalle autorità di controllo del mercato, queste si a pieno titolo, dagli importatori e dai clienti. Questa richiesta appare del tutto infondata ed inutile e sembra quasi una dichiarazione implicita della volontà di essere presi in giro.

Se il certificato, per esplicita ammissione di chi lo emette, non dice nulla sulla produzione di serie, perchè viene richiesto, qual’è l’obiettivo di tale richiesta? Noi ripetiamo sempre questa domanda e spesso il nostro interlocutore esclama tra il sorpreso ed il deluso.- Ma allora i certificati non servono a nulla! E nella voce c’è lo sgomento di chi perde una certezza quasi divina.

Non è vero che i certificati non servono a nulla o a nessuno. Sono utili ed a volte obbligatori per i PRODUTTORI che avendo un campione che ha superato i test ed un documento che lo dimostra, possono impegnarsi a produrre tutta la serie come il campione. Risulta però evidente che solo il PRODUTTORE può garantire che questo accada e lo garantisce la sua serietà ed un sistema di gestione della produzione, che sia efficace e documentabile.

Quindi se si vuole chiedere una documentazione seria, è molto meglio chiedere le procedure di controllo della produzione. questo è certamente possibile per i produttori europei, non lo è per quelli extra europei, quest’ultima considerazione ci porta a concludere che i prodotti importati, essendo privi di documenti che ne dimostrino la produzione controllata, non potrebbero essere venduti in Europa, ma questo è un discorso più complesso e più “politico”.

Per ora limitiamoci ad osservare che l’unico soggetto per il quale il certificato ha valore e significato, è il PRODUTTORE, per tutti gli altri soggetti è solo una presa in giro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marcatura o certificazione? Questo è il problema! O no?????

La marcatura CE, obbligatoria nella UE per moltissimi prodotti, significa: garanzia di sicurezza del prodotto su cui viene applicato il marchio CE.

La certificazione CE, obbligatoria solo in alcuni casi, molto più spesso volontaria, dimostra che un campione sottoposto a test, rispetta le norme che lo riguardano, ma nulla dice sulla produzione di serie, proprio quella immessa in commercio.

Come si vede sono due cose molto diverse, la certificazione può far parte della marcatura ed essere contenuta in essa, mentre la marcatura CE NON può essere sostituita dalla certificazione, che riguarda solamente un campione.

Confondere la certificazione con la marcatura significa pensare che se un campione va bene, andrà bene anche tutta la produzione di serie, ma se non esiste un controllo della produzione e della costanza della qualità prodotta, questa ipotesi rimane una pia illusione.

I produttori extra europei, conoscendo la innata propensione degli italiani per i certificati, i timbri, le carte bollate e tutto ciò che “odora” di ufficialità, usano scaltramente i certificati per dimostrare (secondo loro) che tutti i loro prodotti sono sicuri.

Gli importatori, i doganieri, le autorità di controllo, si lasciano spesso ingannare dai certificati, pensando ad esempio che se sono emessi da Organismi europei, sono assolutamente veritieri, il che è corretto, ma è sbagliata la considerazione di partenza, ovvero che il certificato dimostri la sicurezza di un’intera produzione.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, i certificati sono utili, il lavoro degli Organismi Notificati è egregio, a volte la legge impone che i certificati ci siano, ma tutto ciò non significa che un certificato garantisca la produzione di serie, e questo è scritto su tutti i certificati emessi dagli Organismo seri, però…….. Però è scritto in inglese e questo diventa un ostacolo insormontabile per gli operatori italiani, parliamo ovviamente per quelli in buona fede, per quelli in mala fede le cose sono chiarissime, ma hanno altri motivi per volere a tutti i costi i certificati.

Facciamo un ulteriore appello a: consumatori, importatori, doganieri, spedizionieri, autorità di controllo, quando vi presentano un certificato al posto della marcatura CE, pensate che molto probabilmente stanno cercando di imbrogliarvi, magari in buona fede, ma lo stanno facendo.

Chiedete invece il marchio CE, l’etichetta con il nome di un soggetto europeo (non extra europeo) cioè raggiungibile dalle nostre leggi, pretendete la dichiarazione di conformità firmata da un soggetto europeo e se siete Autorità di controllo chiedete il fascicolo tecnico, lasciate perdere i certificati a meno che non vogliate passare per allodole, che si fanno imbrogliare dagli specchietti.