Europa si, Europa no.

Spesso si sente parlare nei dibattiti televisivi di Europa, di tutti i problemi che derivano dallo stare assieme in molti Paesi, dai condizionamenti e dai diktat, che arrivano dal governo centrale europeo, senza poi verificare se davvero queste “imposizioni” vengano effettivamente rispettate.

Quello che non viene mai messo in evidenza, è ciò che di positivo è venuto ai cittadini europei, cioè a tutti noi, dall’essere all’interno di una sola comunità.

Conoscono abbastanza bene la preparazione dei nostri politici e politicanti, per evitare di entrare nel merito delle varie prese di posizione, pro e contro, so per certo che la maggioranza e non solo dei politici, parla per sentito dire e se capita anche in un ambito tecnico, come la marcatura CE, si può pensare cosa possa succedere in ambiti più squisitamente politici.

Non è compito di questo blog entrare in questi ambiti, ma avendo la possibilità di conoscere le legislazioni dei vari Paesi extra UE in merito alla sicurezza, dalla Russia agli USA, tanto per citarne due tra i più grandi, possiamo confrontare quale sia il livello di attenzione dedicato alla sicurezza ed alla salute dei cittadini.

In relazione alla sicurezza ed alla salute pubblica, la legislazione europea è certamente la più avanzata, la più articolata, la più chiara e la più logica, se poi sia anche efficace dipende esclusivamente dal grado di maturità dei cittadini europei, sia che essi sia i consumatori o utenti finali, sia che siano i soggetti obbligati a rispettare le regole di sicurezza nel loro lavoro.

Le leggi sulla marcatura CE, dei prodotti e quelle che più in generale regolano la sicurezza dei prodotti e dei servizi destinati a tutti noi, sono chiare, non essendo state scritte da soliti legulei italici, sono facilmente applicabili e basate tutte sull’applicazione del buon senso, oltre che su regole definite.

Dimenticare tutto ciò e prendere posizione pro o contro, per semplice calcolo elettorale, mi sembra tipico del modo di fare italico.

Pensare, che uscendo dall’Europa la nostra economia sarebbe meno soggetta al potere finanziario, o pensare che ce ne sia di più solo perchè stiamo in Europa, può servire per un dibattito televisivo, ma non nella vita reale.

Nella vita reale, dove non conta lo spread, ma ciò che acquistiamo prodotti tutti i giorni, è importante (o meglio lo sarebbe se le leggi fossero rispettate), non trovarsi con giocattoli tossici, o dispositivi medici inadeguati, lampade dalle quali si può prendere la scossa, macchine da lavoro che mettono a rischio la vita degli operai e molto altro.

L’Europa, piano piano, con la velocità degli ultimi, sta cambiando il nostro modo di percepire e pretendere la nostra sicurezza e se le cose non vanno più veloci, non dipende certo dalla mancanza delle regole o dalla loro chiarezza, ma dal fatto che chi le deve rispettare (i produttori e gli importatori), chi le deve far rispettare (tutte le autorità di controllo), chi deve pretenderne il rispetto (tutti noi), non le conosce o non le conosce abbastanza.

Molti “addetti” ai lavori, parlano per sentito dire, molti rappresentanti delle autorità, si rivolgono a noi per sapere come farle applicare (ci fa piacere, ma è assurdo), molti cittadini continuano a “brontolare“, perchè ad esempio mancano le istruzioni in italiano e non sanno, che sono più di 15 anni che questo è un obbligo di legge.

L’Europa ci può essere di grande aiuto, ma si muove in base ad un principio, che all’italico popolo è sempre stato indigesto: ognuno si prende la responsabilità di ciò che fa, senza possibilità di cercare scuse o paraventi.

Scuse e paraventi, che per molti produttori o importatori si chiamano “certificati“, documenti utilizzati con finalità diverse dal loro scopo originale, ovvero anziché rappresentare una conferma che un campione ha superato i test e nulla più,  si crede e si vuol fare credere, che siano la dimostrazione che tutto va bene e che se lo dice “l’Ente Notificato” il consumatore può star tranquillo. Ecco che il politichese entra anche nelle questioni tecniche e sfrutta sempre solo una cosa, l’ignoranza, a volte comprensibile, a volte colpevole, di chi ascolta.

Prima di esprimere valutazioni basate sul nulla, sarebbe opportuno informarsi, SEMPRE.

I dialoghi dell’assurdo, ovvero solo lo stupito parla di cose che non conosce.

Ci ha contattato un architetto per farci delle richieste di chiarimento tecnico.

Un suo cliente, artigiano carpentiere, avendo costruito un cancello meccanizzato, ha avuto la richiesta dal committente di avere la marcatura CE.

In realtà tale richiesta non doveva neppure esserci, dato che il carpentiere doveva fare la marcatura CE senza che nessuno la richiedesse.

Le fatture devono essere fatte senza che le chieda il cliente, ed allo stesso modo la marcatura CE, è semplicemente un obbligo per chi realizza il prodotto.

Abbiamo spiegato a questo architetto che appunto per i cancelli e per tutti i prodotti da costruzione, esiste l’obbligo della marcatura CE.

L’architetto ha obiettato che il costruttore è un artigiano e quindi non è soggetto all’obbligo di marcatura CE (sic!)

Abbiamo riaffermato che i prodotti da costruzione, che sono disciplinati da norme armonizzate DEVONO essere marcati CE.

Allora lui ha fatto la chiusura ad effetto:- ma allora anche tutti gli infissi che io faccio installare sulle costruzioni che progetto, devono essere marcate CE! Lasciando intendere che era un’assurdità.

Meglio non aggiungere altro, la prossima volta a “personaggi” del genere, daremo subito ragione.

Abbiamo fatto così anche con quel tecnico che insisteva nel dire che era corretto fare le perizie asseverate (che faceva lui) per affermare la conformità delle macchine e poi non sapeva distinguere tra bassa e bassissima tensione, gli abbiamo detto che aveva ragione.

Certificare il certificato che certifica la certificazione

Il titolo volutamente provocatorio richiama l’attenzione su una questione, che per l’Italia o meglio per gli italiani possiamo definire un problema, ovvero la “sindrome da certificato“.

In base alle continue richieste che ci pervengono, ai contenuti dei commenti sui nostri blog, ai testi delle mail che riceviamo ed a ciò che ci viene detto durante le telefonate, sembra che l’unico modo che molti imprenditori pensano esista per soddisfare i requisiti delle direttive sulla marcatura CE, sia costituito dai certificati.

Basterebbe una sufficiente conoscenza del significato del termine, per comprendere che esso non può essere una garanzia di sicurezza per molti esemplari, infatti si dà “certezza” di qualcosa di specifico.

certificato s. m. [dal fr. certificat, che è dal lat. mediev. certificatum, part. pass. neutro sostantivato del lat. certificare: v. certificare]. – Dichiarazione scritta, rilasciata da una pubblica autorità o anche, in casi specifici, da un privato, con cui si manifesta la conoscenza dell’esistenza o della verità di un fatto o si esprime il risultato di una valutazione: c. del medico o c. medico; c. del sindaco, del ministero, dell’Ufficio delle imposte, del Comune, ecc.; chiedere, rilasciare… da vocabolario Treccani

Come si concilia un documento così come descritto dal vocabolario (non da noi) con la garanzia che la produzione di serie è sicura? Non si concilia, non c’entra nulla e c’è pure scritto sui certificati seri: questo documento è relativo solo al prodotto testato, non dice nulla sulla produzione di serie.

Allora perché molti si affannano dietro ai certificati?

Quelli che li vendono, per ovvie ragioni e quelli che li acquistano?

Perché sono stupidi? No, non  mi sembra che gli italiani siano stupidi, ma se per secoli ci hanno abituato a pensare che solo ciò che “dice” l’autorità costituita è valido, mentre tutto ciò che dice o scrive il comune cittadino è stato considerato  privo di qualsiasi importanza, allora è una logica conseguenza pensare che, solo un documento rilasciato e firmato da altri sia utile, per dimostrare una cosa che in realtà, solo noi (produttori) possiamo affermare con certezza.

In Italia abbiamo considerato un rivoluzione copernicana il fatto di poter autocertificare  la nostra data di nascita o il luogo di residenza, esiste tutt’ora il “certificato di esistenza in vita” nel quale un impiegato comunale scrive, dietro pagamento di un diritto di segreteria, che sono vivo.

Per queste ragioni e non certo per colpa nostra, non concepiamo che possano esistere delle leggi (le direttive europee), che affermano, che il costruttore e solo il costruttore, è colui che può e deve garantire la sua produzione nei confronti del mercato, che quando chiedono (le direttive) dei certificati, lo fanno solo per dire al produttore, che deve far eseguire un controllo che è utile solo a lui e che lo deve fare per poter aver anche un parere esterno, che però riguarda sempre e solo un campione.

Naturalmente di fronte a questo dato di fatto possono mancare gli immancabili “furbetti del quartierino” che cercano di approfittare della situazione, quando mai? Quelli non ce li facciamo mancare MAI, ma proprio MAI.

Ecco quindi un proliferare di venditori di certificati, che terrorizzano psicologicamente i produttori, molto più interessati a produrre che ai testi di legge, e che quando sentono parlare di certificati, vengono riportati immediatamente al medioevo.

Questi “furbetti” non sono tecnici, sono solo furfanti che non raccontano la verità, che non spiegano nulla, usano tante parole senza spiegare il concetto, parlano di norme anziché di leggi, confondono l’obbligatorio con il volontario e viceversa e lo fanno a ragion veduta, per loro la confusione significa “reddito“.

Concludo con un appello: quando sentite la parola certificato, e tutte le possibili declinazioni, raddrizzate le antenne, fatte scattare il Vostro senso di sopravvivenza sociale, chiedete che Vi mettano per iscritto ciò che Vi dicono e sarete salvi.

Tutti Voi avrete ricevuto delle telefonate da parte di associazioni di : Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, ecc. che Vi proponevano. con discorsi più o meno chiari e con significati ambigui, di sottoscrivere un abbonamento. Le suddette autorità sono serie e non fanno questi imbrogli e la Vostra difesa è semplice, solo 4 parole: mi mandi un fax. Problema risolto, la zecca Vi molla all’istante! Fate lo stesso con i venditori di certificati: mi scriva tutto e firmi.

Qualcuno diceva: provare per credere! Lo prendo a prestito: provare per credere! Poi inviatemi un commento. Grazie

 

 

 

 

 

 

 

Nuova edizione della direttiva Bassa Tensione

Il presente articolo ha solo lo scopo di informare che è stata pubblicata la nuova direttiva Bassa Tensione, il suo numero è 2014/35/UE e fino al 20 Aprile 2016 conviverà con la direttiva attuale.

Come per la precedente e per molte altre direttive, essa non prevede l’obbligo di rivolgersi ad Organismi Notificati per eseguire certificati di sorta, che potranno essere eseguiti su base volontaria, ribadiamo VOLONTARIA,  a beneficio di tutti coloro che ritengono che i certificati siano la soluzione a tutti gli obblighi di marcatura CE e di quelli che ne fanno merce da acquistare obbligatoriamente.

Vi invitiamo a leggerla ed a metterla in pratica.

La crisi del calcio o il calcio della crisi?

campionati mondiali di calcio del Brasile dimostrano, come già era successo in parte con quelli del Sud Africa, che c’è una stretta correlazione tra il calcio ed in genere tutti gli sports e la situazione economica mondiale.

La virtualizzazione di gran parte dell’economia mondiale ci ha portato ad una situazione nella quale il 95% degli scambi riguardano i prodotti finanziari mentre solo il rimanente 5% riguarda le aziende produttive.

Sentiamo quotidianamente parlare di quotazioni strabilianti per socialnetwork come Facebook, o altre cose similari, dove il contenuto economico se non impalpabile è inesistente, evidentemente perchè c’è qualcuno che attribuisce loro un valore.

Possiamo affermare senza molti dubbi che oggi sia la finanza che tiene in mano le sorti del mondo ed è chiaro che la crisi nasce proprio dal fatto che creare valore dal nulla è solo un’illusione, che però sembra reale se ci credono in molti.

Le banche ad esempio possono creare denaro dal nulla e non solo perchè stampano su carta dei numeri e poi li chiamano soldi e li fanno pagare agli Stati, ma anche perchè a fronte di un deposito di 1.000 €  esse possono prestarne 10.000 che poi saranno regolarmente restituiti con interessi e costi.

Questa enorme disponibilità di denaro, la globalizzazione non solo economica, l’eliminazione dei vincoli sulle assunzioni di personale (i giocatori sono lavoratori) ha fatto si che le società sportive delle nazioni ricche potessero acquisire i giocatori in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi poveri.

Quindi in Europa giocano i più bravi giocatori del mondo e siccome il talento deve essere sempre accompagnato allo spirito di sacrificio, i giocatori provenienti dall’Africa o dall’America latina sono disposti a “correre” più di quelli europei ed hanno quindi una grandissima presenza nei nostri campionati.

Quando però ognuno deve giocare per il proprio Paese, essi se ne tornano in patria e ce li troviamo immancabilmente contro, scoprendo che i nostri talenti, poco possono senza il supporto di questi fuori classe con i quali giocano normalmente nei campionati europei.

Potrebbe essere una caso che l’Italia sia stata eliminata al primo turno sia nel 2010 che nel 2014, ma ora i casi riguardano;  Spagna, Inghilterra, Grecia, Francia e Portogallo salvati in extremis. La Germania si salva anche perchè è la locomotiva europea e quindi qualche vantaggio ce l’ha.

Pensare che la disponibilità di denaro risolva sempre tutto è una convinzione degli uomini “moderni“, per i quali l’impegno ed il sacrificio sono cose per i “polli“, solo i furbi che sanno giostrarsi tra alchimie contabili e finanziarie possono primeggiare.

La situazione del calcio e non solo dimostra che la realtà “reale” e non quella virtuale, è diversa e che senza contenuto, nessun contenitore, per quanto bello ed appariscente, ha significato, si corre con le gambe non con il mouse e per giocare servono testa e piedi.

La soluzione di questi problemi, che certo noi non vedremo, passa prima di tutto dalla corretta analisi della situazione, dalla presa d’atto che se “il re è nudo” non possiamo fingere il contrario e poi dovremo iniziare a pensare alle soluzioni.

Tutte quelle di cui si parla oggi sono fantasie che sperano che un’aspirina possa curare un tumore ormai in metastasi, parlare di soluzioni per la nostra  occupazione senza accertarne ed accettarne le cause, significa parlare a vuoto, ben consapevoli che chi il lavoro ce l’ha, non ascolta e chi non ce l’ha, spera, senza dare peso alle promesse politiche che quasi sempre rimangono tali.

Le soluzioni vere passano necessariamente dall’implosione del sistema che avrà creato una mole talmente grande di ricchezza  fasulla, da non sapere più che farne ed avere perso la capacità di riconoscere il valore vero delle cose, quando si comprenderà che il grano non è destinato a diventare combustibile per le auto, ma ha il suo obiettivo principale nello sfamare le persone, quando si tornerà al contatto con le persone per parlare e non sarà più indispensabile la mediazione informatica.

Allora si giocherà anche il calcio in modo diverso, per fare sport e non per fare soldi, ma tutto questo accadrà forse tra tanto, tanto tempo, per ora possiamo solo goderci il calcio dei poveri, perchè i ricchi sono troppo impegnati a fare i soldi.

Onesti o imbroglioni?

Ritengo che questo dilemma passi spesso per la testa alle persone oneste (gli imbroglioni non hanno dubbi) quando si trovano di fronte a clienti che pervicacemente sembrano ricercare il modo più complicato ed astruso per farsi imbrogliare.

Ci riferiamo in questo caso a tutti coloro (la maggioranza) che a fronte del fatto che gli si spieghi che le leggi richiedono:

  • la marcatura CE e non le prove di laboratorio
  • i certificati solo da Organismo Notificato
  • i certificati solo in alcuni specifici casi
  • il fascicolo tecnico e non delle generiche dichiarazioni
  • la responsabilità di un soggetto europeo e non di un extra europeo

si ostinano a dare ascolto a chi gli racconta fantasie, anziché documentarsi direttamente leggendo le direttive.

Ci sono sul mercato dei venditori di fumo, ma ci sono anche i compratori di fumo e sinceramente ci si trova in imbarazzo nello scoprire che sono entrambi molto impegnati nel loro ruolo.

Come si fa a credere a qualcuno che Ti promette l’immunità da qualsiasi responsabilità, se gli commissioni il certificato X o Y?

Come si può pensare che una prova su un campione, garantisca la qualità della produzione di migliaia di pezzi.

Com’è possibile affrontare una qualsiasi attività pensando onestamente che esita un modo per non assumersi alcuna responsabilità su ciò che si fa?

Allora qualche volta l’onesto viene colto da un amletico dubbio, ovvero: spiego le cose come sono scritte nelle leggi o invento anch’io delle favole, visto il successo che incontrano? Poi l’onesto, non per suo merito, ma perchè è fatto così, sceglie sempre la sua strada, ma che tristezza!

Non parliamo poi dei costi, solo due giorni fa (proprio il giorno di Pasqua) un cliente mi ha riferito che per fare la marcatura CE su delle lampade a led, gli hanno ipotizzato un costo di 30.000,00 (TRENTAMILA)  euro, e poi ci sono altri che fanno una verifica su una struttura portante per 300,00 (TRECENTO) euro, per non dire dell’implementazione dell’ISO 9001 a 900,00 euro.

Possibile che in questo Paese abbiamo perso il senso della ragione e delle dimensioni, quanto deve lavorare una persona per fare la marcatura CE di alcune lampade, un anno? Com’è possibile che un professionista progetti correttamente una struttura in 2 o 3 ore? ( i 300 euro solo lordi e comprendono oltre il 50% di tasse,più tutti i costi), cos’è un sistema di gestione se si può creare in poche ore e con alcune centinaia di fotocopie?

Comprendo la difficoltà di valutare il lavoro degli altri, quando non lo si conosce, ma il buon senso dovrebbe essere un patrimonio comune a cui attingere durante tutta la nostra vita, perchè non viene utilizzato?

 

 

 

 

 

Certificati, ma cosa sono veramente?

Sentiamo quotidianamente parlare di certificati, certificazione, in tutti i campi economici e non,  ed in particolare per quanto riguarda la sicurezza, se ne fa largo uso.

Come spesso accade, per ragioni storiche di cui preferiamo tacere, dato che non depongono a nostro (degli italiani) favore, in Italia siamo abituati a considerare il certificato come una sorta di chiave che apre qualsiasi porta, anche quella del Paradiso.

Basta dire: – Ho il certificato! che quasi ogni ostacolo viene eliminato, e diventiamo degni di credibilità e stima. Ciò che dice il certificato è vero per definizione e quindi ci concede un via libera quasi totale.

Proviamo a vedere qual’è il reale significato di un certificato in ambito “marcatura CE”.

Qualsiasi certificato emesso da un Organismo Notificato, cioè riconosciuto dalle autorità europee e quindi degno di credibilità, riporta una dicitura (purtroppo in inglese) che recita più o meno così:- Questo certificato è relativo al campione che è stato esaminato, non dice nulla in merito alla produzione di serie. Esso può essere utilizzato dal produttore (non da altri. ndr) solo in abbinamento con i documenti previsti dalla legge per la commercializzazione (in Europa questi documenti si chiamano semplicemente Marcatura CE. ndr.).

Quindi non si comprende come si possa accettare e richiedere in modo quasi compulsivo, il certificato di conformità in accompagnamento ai prodotti di serie.

Il certificato viene chiesto dai doganieri, pur non avendone alcun diritto, dalle autorità di controllo del mercato, queste si a pieno titolo, dagli importatori e dai clienti. Questa richiesta appare del tutto infondata ed inutile e sembra quasi una dichiarazione implicita della volontà di essere presi in giro.

Se il certificato, per esplicita ammissione di chi lo emette, non dice nulla sulla produzione di serie, perchè viene richiesto, qual’è l’obiettivo di tale richiesta? Noi ripetiamo sempre questa domanda e spesso il nostro interlocutore esclama tra il sorpreso ed il deluso.- Ma allora i certificati non servono a nulla! E nella voce c’è lo sgomento di chi perde una certezza quasi divina.

Non è vero che i certificati non servono a nulla o a nessuno. Sono utili ed a volte obbligatori per i PRODUTTORI che avendo un campione che ha superato i test ed un documento che lo dimostra, possono impegnarsi a produrre tutta la serie come il campione. Risulta però evidente che solo il PRODUTTORE può garantire che questo accada e lo garantisce la sua serietà ed un sistema di gestione della produzione, che sia efficace e documentabile.

Quindi se si vuole chiedere una documentazione seria, è molto meglio chiedere le procedure di controllo della produzione. questo è certamente possibile per i produttori europei, non lo è per quelli extra europei, quest’ultima considerazione ci porta a concludere che i prodotti importati, essendo privi di documenti che ne dimostrino la produzione controllata, non potrebbero essere venduti in Europa, ma questo è un discorso più complesso e più “politico”.

Per ora limitiamoci ad osservare che l’unico soggetto per il quale il certificato ha valore e significato, è il PRODUTTORE, per tutti gli altri soggetti è solo una presa in giro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marcatura o certificazione? Questo è il problema! O no?????

La marcatura CE, obbligatoria nella UE per moltissimi prodotti, significa: garanzia di sicurezza del prodotto su cui viene applicato il marchio CE.

La certificazione CE, obbligatoria solo in alcuni casi, molto più spesso volontaria, dimostra che un campione sottoposto a test, rispetta le norme che lo riguardano, ma nulla dice sulla produzione di serie, proprio quella immessa in commercio.

Come si vede sono due cose molto diverse, la certificazione può far parte della marcatura ed essere contenuta in essa, mentre la marcatura CE NON può essere sostituita dalla certificazione, che riguarda solamente un campione.

Confondere la certificazione con la marcatura significa pensare che se un campione va bene, andrà bene anche tutta la produzione di serie, ma se non esiste un controllo della produzione e della costanza della qualità prodotta, questa ipotesi rimane una pia illusione.

I produttori extra europei, conoscendo la innata propensione degli italiani per i certificati, i timbri, le carte bollate e tutto ciò che “odora” di ufficialità, usano scaltramente i certificati per dimostrare (secondo loro) che tutti i loro prodotti sono sicuri.

Gli importatori, i doganieri, le autorità di controllo, si lasciano spesso ingannare dai certificati, pensando ad esempio che se sono emessi da Organismi europei, sono assolutamente veritieri, il che è corretto, ma è sbagliata la considerazione di partenza, ovvero che il certificato dimostri la sicurezza di un’intera produzione.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, i certificati sono utili, il lavoro degli Organismi Notificati è egregio, a volte la legge impone che i certificati ci siano, ma tutto ciò non significa che un certificato garantisca la produzione di serie, e questo è scritto su tutti i certificati emessi dagli Organismo seri, però…….. Però è scritto in inglese e questo diventa un ostacolo insormontabile per gli operatori italiani, parliamo ovviamente per quelli in buona fede, per quelli in mala fede le cose sono chiarissime, ma hanno altri motivi per volere a tutti i costi i certificati.

Facciamo un ulteriore appello a: consumatori, importatori, doganieri, spedizionieri, autorità di controllo, quando vi presentano un certificato al posto della marcatura CE, pensate che molto probabilmente stanno cercando di imbrogliarvi, magari in buona fede, ma lo stanno facendo.

Chiedete invece il marchio CE, l’etichetta con il nome di un soggetto europeo (non extra europeo) cioè raggiungibile dalle nostre leggi, pretendete la dichiarazione di conformità firmata da un soggetto europeo e se siete Autorità di controllo chiedete il fascicolo tecnico, lasciate perdere i certificati a meno che non vogliate passare per allodole, che si fanno imbrogliare dagli specchietti.

 

 

 

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi. (Albert Einstein)

Ho preso a prestito la frase del titolo, perchè mi sembrava la più adatta a descrivere l’episodio di cui riferisco in questo articolo.

Riporto integralmente questo scambio avvenuto su skype, evitando qualsiasi pubblicità all’interlocutore, per farvi toccare con  mano fino a che limiti può arrivare la stupidità, anche se penso che possa andare molto più in là, il testo è un pò lungo, ma volendo risparmiare tempo si può andare anche solo allo scambio del giorno 16, però se volte potete leggere tutto, personalmente non ho commenti da aggiungere.

 

[12/10/2013 11:43:34] interlocutore: Buongiorno , quando e se ha disponibilità vorei chiederle un informazione

[12/10/2013 12:15:06]cetn: Dica pure

[12/10/2013 12:16:00] interlocutore: buondì le farei leggere un  (ci possiamo dare del tu?) una mail che ho inviato loro ieri

[12/10/2013 12:16:27] interlocutore: Sig. Lara allora, facciamo il punto sulla situazione.

 

Ora le invio il certificato del COSTRUTTORE del suddetto apparecchio il quale dovrebbe soddisfare totalmente le richieste di questo agente. Se così non fosse procederemo per vie legali con la richiesta dei danni che ci state causando a seguito di questo ritardo.

Intanto le chiedo di inviarci il DECRETO LEGGE per cui il certificato va fornito da qualche azienda scritta in qualche albo.

Non sono nuovo a queste storie con la dogana, ma mi rincresce esprimermi con questi toni, purtroppo a volte bisogna far capire ai doganieri che siamo competenti e non sprovveduti.

IL CERTIFICATO DI CONFORMITA’ VA’ REDATTO DALLA DITTA PRODUTTRICE O DALL’IMPORTATORE ELENCANDO LE NORMATIVE RISPETTATE RICHIESTE. LE HO ALLEGATO ANCHE IL FILE DOVE PUO’ TROVARE LA CITAZIONE EVIDENZIATA IN VERDE E SE VUOLE LE INVIO ANCHE TUTTE LE LEGGI IN MATERIA.

Poi la invito a mettermi in contatto, o ad inviarmi i dati dell’agente doganale in questione in quanto verrò contattato dal mio avvocato in mattinata.

Domani stesso se sul sito dhl non vedo sbloccata la mia spedizione sarà citata purtroppo anche lei dal mio legale nell’esposto che sta preparando.

Comunque vada domani stesso, informeremo la Guardia Di Finanza su quanto sta accadendo con una lettera scritta.

Distinti Saluti Antonio XXXXXXX  (testo della comunicazione inviata allo spedizioniere su nostra indicazione)

[12/10/2013 12:28:00] cetn: Va bene per il tu, va bene anche il resto vediamo cosa succede

[12/10/2013 12:35:05] interlocutore: intanto venerdì non ha risposto infinite grazie

[12/10/2013 12:35:17] interlocutore: le ho inviato questo alla sig. lara dhl

[12/10/2013 12:44:25] cetn: Vediamo lunedì, magari il fine settimana porta consiglio

[12/10/2013 12:46:00] interlocutore: grazie mille

[12/10/2013 12:46:40] cetn: Prego

[12/10/2013 12:47:13] interlocutore: (sun)

[12/10/2013 12:47:51] cetn: Qui piove 🙁

[12/10/2013 12:48:46] interlocutore: nel salento no :-)=

[12/10/2013 13:34:18] cetn: Qui c’è anche neve a pochi chilometri, beato Lei.

[14/10/2013 16:41:00] interlocutore: ciao renato la dhl non mi ha più risposto e il pacco è fermo in dogana

[14/10/2013 16:41:38] interlocutore: è sempre la stessa storia ogni volta ormai

[14/10/2013 16:41:38] interlocutore: http://www.dhl.it/content/it/it/express/ricerca.

[14/10/2013 18:16:15] cetn: fai una raccomandata con ricevuta

[14/10/2013 18:16:41] interlocutore: ahh

[14/10/2013 18:17:17] interlocutore: grazie

[15/10/2013 11:46:30] interlocutore: salve

[15/10/2013 11:46:47] interlocutore: sto parlando con la ditta cinese che mi fornisce tutti gli apparati elettrici

[15/10/2013 11:47:14] interlocutore: li sto spingendo a fare questa benedetta marcatura cee per tutti i prodotti

[15/10/2013 11:47:19] interlocutore: una volta per tutte

[15/10/2013 11:50:29] cetn: ma loro non la possono fare

[15/10/2013 11:50:49] interlocutore: aaaah… e perchè?

[15/10/2013 11:51:02] cetn: perchè sono cinesi

[15/10/2013 11:51:07] interlocutore: ha ha

[15/10/2013 11:51:15] interlocutore: discrminati al massimo

[15/10/2013 11:52:39] cetn: tutti coloro che non sono europei NON possono fare la marcatura CE, i prodotti devono rispettare direttive e norme ma gli exta europei essendo fuori Europa NON possono essere regolati dalle leggi europei, mai sentito parlare di competenza territoriale?

[15/10/2013 11:52:51] *** interlocutore ha creato una conversazione di gruppo con newxxxxxxxx.

Mostra la conversazione del gruppo ***

[15/10/2013 11:53:28] cetn: in Italia esistono problemi di competenza tra Milano e Roma non pensa che esista tra Roma e Pechino?

[15/10/2013 11:53:40] interlocutore: si, quindi se lui vuole pagare questo pezzo di carta come si può procedere?

[15/10/2013 11:55:28] cetn: lei si fa dare i soldi, ma la marcatura CE servirà solo a Lei, a lui non servirà a nulla, tutte le marcature CE che loro mettono sui prodotti sono illegali, non bisogna confondere prodotto a norme e procedure di marcatura, il primo deve essere a norme per circolare in Europa le seconde sono la dimostrazione che è a norme e le può fare SOLO un europeo, perchè solo un europeo è soggetto alle leggi europee

[15/10/2013 11:56:35] interlocutore: ok quindi volendo farla io stesso per il momento c’è una soluzione affinchè non mandino il pacco indietro?

[15/10/2013 12:06:26] interlocutore: renato possiamo parlare al cell ?

[15/10/2013 12:06:37] interlocutore: ho il fornitore che mi chiede cose

[15/10/2013 12:06:55] cetn: +386 40 269 896

[15/10/2013 16:19:48] interlocutore:  la disturbo nuovamente per indicarle questa risposta dallìagenzia Buongiorno,

di seguito le giro la risposta ricevuta dal funzionario. Restiamo in attesa di Vostre istruzioni su come intendete procedere.

“Vi indico il link seguente:

http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/nando/

Potete facilmente verificare che le certificazioni CE provenienti dalla CINA e da HONG KONG,  non sono riconosciute. Occorre una certificazione di un ente comunitario. Dal link potete entrare nel sito e verificare anche quali sono i Paesi extraCE le cui certificazioni sono riconosciute. Per quanto riguarda il caso specifico, visto che il vs cliente aveva dichiarato di voler far testare il prodotto in Italia per ottenere la relativa certificazione di Conformità, occorre mettere in atto una procedura specifica per la quale il soggetto importatore introduca in deposito sotto vigilanza doganale la merce, prestando adeguata garanzia del pagamento dei diritti, e richiedendo i test e le verifiche del caso sulla sua merce. Una volta ottenuta la documentazione, la merce potrà essere immessa in libera pratica e la cauzione restituita. Se deciderà di procedere con tale modalità, sarà vostra cura ricontattare la Dogana per attuare la procedura. ”

[15/10/2013 16:22:15] cetn: Non so cosa volete da noi?????

[15/10/2013 16:22:28] interlocutore: niente scusa

[15/10/2013 16:22:59] interlocutore: pensavo mi volessi dare qualche aiuto a procurare la marcatura ce

[15/10/2013 16:23:06] interlocutore: in qualche modo che non ho idea.

[15/10/2013 16:30:51] cetn: certo, ma non posso mettermi a discutere con altri che esprimono altri pareri. Ora dovrei dire che ciò che hanno scritto questi signori è sbagliato ecc ecc, creando a Voi confusione e non arrivando da nessuna parte. Il mio lavoro è fare il consulente. La consulenza la do a chi me la chiede  e si fida di ciò che gli dico. Non ho alcun interesse ad aprire discussioni con tizio o caio. Io conosco il mio lavoro e tutto ciò che e ho scritto è corretto ed è ciò che sta scritto sulla legge. Chieda per esempio a questi signori se un certificato SGS o TUV che Le invia un cinese è valido oppure no? Ma per questa strada non arriviamo da nessuna parte. Ripeto se Lei ha bisogno della mia consulenza sono a disposizione, se vuole che facciamo un dibattito sulla marcatura CE, non sono disponibile.

[15/10/2013 16:31:17] cetn: mi ha chiesto il numero di cellulare, pechè non mi ha chiamato?

[15/10/2013 18:16:25] interlocutore: era occupato e poi ho iniziato a lavorare. Grazie e scusi il disturbo cmq.

[15/10/2013 18:19:40] cetn: Nessun problema, quando ha necessità inerenti alla marcatura CE, sa come trovarmi, per altre questioni non relative allo svolgimento del nostro lavoro, non sono in grado di aiutarLa. Saluti.

[15/10/2013 18:20:23] interlocutore: Io dovrei solo trovare un azienda che mi fà questa marcatura la chiamerò per parlare di questo e niente altro.

[15/10/2013 18:21:09] cetn: questo è il lavoro che facciamo noi, ma Lei lo sa perchè è una delle prima cose che Le ho comunicato

[15/10/2013 18:21:35] interlocutore: Allora passiamo alla fase finale.

[15/10/2013 18:21:49] interlocutore: MI SERVE UN CERTIFICATO DI CONFORMITà PASSABILE IN DOGANA OGNI VOLTA CHE IMPORTO

[15/10/2013 18:21:52] interlocutore: ALIMENTATORI

[15/10/2013 18:21:57] interlocutore: MACCHINETTE PER TATUARE

[15/10/2013 18:21:59] interlocutore: TERMOFAX

[15/10/2013 18:22:24] interlocutore: POSSO INVIARLE LA FOTO O QUELLO CHE VUOLE MI SERVIREBBE UN PREVENTIVO SERIO.

[15/10/2013 18:23:07] cetn: No Le serve la marcatura CE di questi prodotti, i certificati devono essere presenti a monte e se non ricordo male Lei me li ha già fatti vedere, ma non vorrei fare confusione con altri

[15/10/2013 18:23:25] interlocutore: quindi chiudo il negozio?

[15/10/2013 18:23:36] interlocutore: i cinesi non li hanno e non possono farli

[15/10/2013 18:24:10] cetn: non è possibile, li hanno tutti i cinesi, non è possibile che solo i suoi fornitori non li abbiano

[15/10/2013 18:24:47] interlocutore: spett direttore

[15/10/2013 18:25:00] interlocutore: mi serve un azienda riconosciuta che mi fà questa marcatura

[15/10/2013 18:25:05] interlocutore: non ci dilunghiamo

[15/10/2013 18:25:18] interlocutore: la dogana questo vuole e io sono solo qui in una chat e devo lavorare.

[15/10/2013 18:26:00] cetn: neppure io ho tempo da perdere, quindi è meglio lasciare perdere, evidentemente non sono in grado di spiegarmi, colpa mia

[15/10/2013 18:28:09] interlocutore: mi sà che non mi spiego io

[15/10/2013 18:28:21] interlocutore: forse il suo eccesso di competenza sta creando problemi.

[15/10/2013 18:28:38] interlocutore: questo agente doganale mi chiede un certificato ce

[15/10/2013 18:29:25] interlocutore: secondo me è pura estorsione ma non so come fare a darglielo. Se c’è un azienda che mi stampa questo certificato e lo mando loro mi sbloccano il pacco. il resto non mi interessa

[15/10/2013 18:32:16] cetn: questo agente doganale o è incapace ed ignorante o è disonesto o tutto insieme, il certificato potrebbe anche non esistere perchè non è richiesto dalla legge, solo in Italia sia le autorità di controllo che i doganieri che non sono nulla, li chiedono come se fossero la soluzione magica. per i prodotti che Lei ha citato non sono necessari certificati ma esclusivamente la marcatura CE con relativa dichiarazione di conformità che deve firmare Lei. Vada alla Guardia di finanza ed esponga il problema

[15/10/2013 18:33:23] interlocutore: e se lui è ignorante io devo intraprendere un macello ing. Renato

[15/10/2013 18:33:52] interlocutore: lo so che è un furfante ma ogni volta che importo è così.

[15/10/2013 18:35:31] cetn: no se Lei importa i prodotti già marcati, se vuole Le fornisco gli indirizzi di decine di nostri clienti che continuano ad importare come gli abbiamo insegnato noi, senza alcun problema, il fatto è che Lei ha già fatto arrivare la merce ed ora è in un vicolo cieco, perchè in mezzo c’è questo xxxxxne

[15/10/2013 18:35:53] interlocutore: si parole sante.

[15/10/2013 18:36:12] interlocutore: eppure avevo chiesto al cinese di mettere nel pacco questo…

[15/10/2013 18:36:32] interlocutore: asp scusi non voglio rubare tempo quando mi dice di chiudere chiudiamo

[15/10/2013 18:37:11] cetn: non si preoccupi, se parliamo di cose concrete io non ho problemi

[15/10/2013 18:37:23] interlocutore: (y)

[15/10/2013 18:40:10] cetn: ok questo è un certificato e può andare bene, ma il prodotto è comunque senza documenti sufficienti che ne indichino la corretta marcatura, il xxxxxne non ha diritto a fermare il prodotto ma lei non può venderlo in queste condizioni, quindi non è neppure in grado di dimostrare di essere in regola

[15/10/2013 18:40:28] interlocutore: ok

[15/10/2013 18:40:45] interlocutore: cmq poi ne ho mandato un altro europeo di un altro termofax però….

[15/10/2013 18:41:05] interlocutore: ora mi dicono che neanche questo va bene

[15/10/2013 18:43:07] cetn: il problema è che non esisterà mai un certificato che va bene, Le hanno scritto qualcosa? e se si cosa?

[15/10/2013 18:46:54] interlocutore: l’ultima mail è quella di prima

[15/10/2013 18:49:25] cetn: questa è una dichiarazione di conformità ed è ciò che dovrà fare Lei quando farà la marcatura Ce dei prodotti, tra l’altro questa non è neppure firmata e quindi non va bene ed è in inglese quindi va bene solo in Inghilterra

[15/10/2013 18:50:20] interlocutore: Mi posso creare una dichiarazione timbrata e firmata da me in cui elenco le normative di riferimento che l’apparecchio rispetta e la mando?

[15/10/2013 18:51:29] cetn: Certo però la dichiarazione è solo una piccola parte della marcatura quindi se lei non fa tutto il procedimento è come mettere il bollino su una patente falsa

[15/10/2013 18:53:41] interlocutore: capito.

[15/10/2013 18:53:51] interlocutore: allora intanto lo faccio e vedo che succede ok?

[15/10/2013 18:54:14] interlocutore: la ringrazio ing. Renato

[15/10/2013 18:54:20] interlocutore: ora tolgo il disturbo

[15/10/2013 18:54:25] interlocutore: grazie mille

[15/10/2013 18:54:36] cetn: ero quasi certo che avrebbe scelto questa strada

[15/10/2013 18:54:58] interlocutore: io faccio quello che mi dice lei mi dica.

[15/10/2013 18:55:38] cetn: no è meglio che faccia quello che ritiene giusto, così poi non ci sono problemi di nessun genere

[15/10/2013 18:57:38] interlocutore: ma io a disposizione vostra voglio mettermi ed eseguire i suoi consigli

[15/10/2013 18:58:48] cetn: allora ripeto un’altra volta, che Lei deve fare la marcatura CE di questi prodotti ed alla fine si farà la dichiarazione di conformità, mi pare di averle anche inviato il preventivo o sbaglio?

[15/10/2013 19:01:27] interlocutore: se gentilmente mi può inviare o far sapere il preventivo?

[15/10/2013 19:03:53] cetn: ecco il preventivo (allegato preventivo in pdf)

[15/10/2013 19:23:20] interlocutore: con questo certificato ho una garanzia scritta che non avrò altri problemi in dogana?

[15/10/2013 19:24:18] cetn: assolutamente no, questo è ciò che serve per poter vendere i prodotti rispettando la legge, contro i xxxxxni non esistono garanzie di alcun genere

[15/10/2013 19:26:25] interlocutore: ok le farò sapere eventuali sviluppi.

[15/10/2013 19:27:00] cetn: ok, a disposizione, buona serata

[09:20:21] interlocutore: Buongiorno sig renato.

[09:20:54] interlocutore: sono la mogkie di antonio, per la questione della marcatura ho letto che non si hanno garanzie…

[09:21:21] interlocutore: perchè sia passabile in dogana

[10:07:31] cetn: Certo, perchè essendo il blocco in dogana illegale, come si può evitare in modo certo? Se un vigile Le mette la multa (inventata) Lei come fa ad essere certa di poterla evitare? Questa garanzia non esiste come non esiste nessun antifurto che garantisca che un ladro non possa rubare. Tra chi rispetta le regole e chi non le rispetta non ci può essere confronto, vince sempre il secondo, almeno nei tempi brevi. Il gioielliere che spara al ladro va in galera, il ladro che spara al gioielliere è libero dopo 3 mesi, come mai?

[10:10:27] interlocutore: ci hanno detto che l’ente deve essere in questa lista voi ci siete?

[10:10:28] interlocutore: http://ec.europa.eu/enterprise/newapproach/nando/index.cfm?fuseaction=country.notifiedbody&cou_id=380

[10:12:24] cetn: non rispondo più a queste domande

[10:12:40] interlocutore: sei solo un imborglione cretino

[10:12:49] interlocutore: vai a sparare puttanate altrove

[10:13:15] interlocutore: siete solo una fabbrica di menzogne che ci specula su.

[10:14:00] interlocutore: mi stanno facendo la procedura una ditta seria, vi svergognerò ovuqneu possibile, aivolgia a comprare domini con la parola marcatura e cazzate simili

[10:14:52] interlocutore: MA CREDI CHE COL TITOLO DIO INGEGNERE FASULLO LE PERSONE CI ABBOCCANO TUTTE? IGNORANTE

[10:18:30] cetn: Non si preoccupi pubblicherò io tuttala nostra conversazione sul nopstro blog, non serve che perda tempo Lei, me ne occupo io

[10:21:01] interlocutore: ci sono stato già sul suo blog, infatti scriverò qualcosa in merito. Secondo me lei è solo un imbroglione che cerca di far soldi con questa stupide consulenza poco professionali perchè deve solo accalappiare malcapitati che naoo problemi in dogana. il certificato cee quando lo chiedono BISOGNA FARLO PRESSO UN ENTE SEGNALATO NELLA LISTA NANDO. LO MANDI IN DOGANA E TI PASSANO IL PACCO FINE DELLA SCENEGGIATA. SIGNOR INGEGNERE DISCOCCUPATO.

Marcatura CE Macchine

Che cosa rientra nella Direttiva Macchine?

  • le macchine
  • le quasi macchine
  • le attrezzature intercambiabili
  • i componenti di sicurezza
  • gli accessori di sollevamento
  • le catene, funi e cinghie
  • i dispositivi amovibili di trasmissione meccanica

Alcune tipolige di macchine espongono l’utilizzatore ad un elevato rischio di pericolo,  tanto da poter diventare mortali. Queste vengono raccolte nellallegato IV della Direttiva Macchina. Per essere marcate necessitano dell’intervento aggiuntivo, oltra alla normale procedura, di un Organismo Notificato. La documentazione e certificati rilasciati da quest’ultimo NON sono la Marcatura CE.

SOLO per le macchine in allegato IV, come appena accennato, è neccessario ed indispensabile il rilascio di certificati per proseguire con la Marcatura. Quest’ultima in ogni caso E’ SEMPRE D’OBBLIGO.

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puoi scriverci una mail. Provvederemo a rispondere in brevissimo tempo. L’indirizzo è info@cetn.eu

Con la marcatura CE non si scherza. E’ un compito ed un obbligo del produttore/importatore. E’ strettamente neccessario sapere come procedere nell’applicazione delle opportune procedure.

Le strade sono due. Potete imparare studiando da autodidatti come applicarla oppure scegliere di farVi aiutare. Una motivo puramente economico, ovvero  conviene di più investire il Vostro tempo per imparare oppure farVi insegnare da chi vi può dare garanzie e chiarezza? Questa decisione spetta SOLO A VOI

La nostra società esegue la marcatura CE e fornisce la consulenza per capire cosa è necessario fare

Ricordo che info e preventivi gratuiti puoi averli contattandoci.

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