Certificati, ma cosa sono veramente?

Sentiamo quotidianamente parlare di certificati, certificazione, in tutti i campi economici e non,  ed in particolare per quanto riguarda la sicurezza, se ne fa largo uso.

Come spesso accade, per ragioni storiche di cui preferiamo tacere, dato che non depongono a nostro (degli italiani) favore, in Italia siamo abituati a considerare il certificato come una sorta di chiave che apre qualsiasi porta, anche quella del Paradiso.

Basta dire: – Ho il certificato! che quasi ogni ostacolo viene eliminato, e diventiamo degni di credibilità e stima. Ciò che dice il certificato è vero per definizione e quindi ci concede un via libera quasi totale.

Proviamo a vedere qual’è il reale significato di un certificato in ambito “marcatura CE”.

Qualsiasi certificato emesso da un Organismo Notificato, cioè riconosciuto dalle autorità europee e quindi degno di credibilità, riporta una dicitura (purtroppo in inglese) che recita più o meno così:- Questo certificato è relativo al campione che è stato esaminato, non dice nulla in merito alla produzione di serie. Esso può essere utilizzato dal produttore (non da altri. ndr) solo in abbinamento con i documenti previsti dalla legge per la commercializzazione (in Europa questi documenti si chiamano semplicemente Marcatura CE. ndr.).

Quindi non si comprende come si possa accettare e richiedere in modo quasi compulsivo, il certificato di conformità in accompagnamento ai prodotti di serie.

Il certificato viene chiesto dai doganieri, pur non avendone alcun diritto, dalle autorità di controllo del mercato, queste si a pieno titolo, dagli importatori e dai clienti. Questa richiesta appare del tutto infondata ed inutile e sembra quasi una dichiarazione implicita della volontà di essere presi in giro.

Se il certificato, per esplicita ammissione di chi lo emette, non dice nulla sulla produzione di serie, perchè viene richiesto, qual’è l’obiettivo di tale richiesta? Noi ripetiamo sempre questa domanda e spesso il nostro interlocutore esclama tra il sorpreso ed il deluso.- Ma allora i certificati non servono a nulla! E nella voce c’è lo sgomento di chi perde una certezza quasi divina.

Non è vero che i certificati non servono a nulla o a nessuno. Sono utili ed a volte obbligatori per i PRODUTTORI che avendo un campione che ha superato i test ed un documento che lo dimostra, possono impegnarsi a produrre tutta la serie come il campione. Risulta però evidente che solo il PRODUTTORE può garantire che questo accada e lo garantisce la sua serietà ed un sistema di gestione della produzione, che sia efficace e documentabile.

Quindi se si vuole chiedere una documentazione seria, è molto meglio chiedere le procedure di controllo della produzione. questo è certamente possibile per i produttori europei, non lo è per quelli extra europei, quest’ultima considerazione ci porta a concludere che i prodotti importati, essendo privi di documenti che ne dimostrino la produzione controllata, non potrebbero essere venduti in Europa, ma questo è un discorso più complesso e più “politico”.

Per ora limitiamoci ad osservare che l’unico soggetto per il quale il certificato ha valore e significato, è il PRODUTTORE, per tutti gli altri soggetti è solo una presa in giro.

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