La crisi del calcio o il calcio della crisi?

campionati mondiali di calcio del Brasile dimostrano, come già era successo in parte con quelli del Sud Africa, che c’è una stretta correlazione tra il calcio ed in genere tutti gli sports e la situazione economica mondiale.

La virtualizzazione di gran parte dell’economia mondiale ci ha portato ad una situazione nella quale il 95% degli scambi riguardano i prodotti finanziari mentre solo il rimanente 5% riguarda le aziende produttive.

Sentiamo quotidianamente parlare di quotazioni strabilianti per socialnetwork come Facebook, o altre cose similari, dove il contenuto economico se non impalpabile è inesistente, evidentemente perchè c’è qualcuno che attribuisce loro un valore.

Possiamo affermare senza molti dubbi che oggi sia la finanza che tiene in mano le sorti del mondo ed è chiaro che la crisi nasce proprio dal fatto che creare valore dal nulla è solo un’illusione, che però sembra reale se ci credono in molti.

Le banche ad esempio possono creare denaro dal nulla e non solo perchè stampano su carta dei numeri e poi li chiamano soldi e li fanno pagare agli Stati, ma anche perchè a fronte di un deposito di 1.000 €  esse possono prestarne 10.000 che poi saranno regolarmente restituiti con interessi e costi.

Questa enorme disponibilità di denaro, la globalizzazione non solo economica, l’eliminazione dei vincoli sulle assunzioni di personale (i giocatori sono lavoratori) ha fatto si che le società sportive delle nazioni ricche potessero acquisire i giocatori in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi poveri.

Quindi in Europa giocano i più bravi giocatori del mondo e siccome il talento deve essere sempre accompagnato allo spirito di sacrificio, i giocatori provenienti dall’Africa o dall’America latina sono disposti a “correre” più di quelli europei ed hanno quindi una grandissima presenza nei nostri campionati.

Quando però ognuno deve giocare per il proprio Paese, essi se ne tornano in patria e ce li troviamo immancabilmente contro, scoprendo che i nostri talenti, poco possono senza il supporto di questi fuori classe con i quali giocano normalmente nei campionati europei.

Potrebbe essere una caso che l’Italia sia stata eliminata al primo turno sia nel 2010 che nel 2014, ma ora i casi riguardano;  Spagna, Inghilterra, Grecia, Francia e Portogallo salvati in extremis. La Germania si salva anche perchè è la locomotiva europea e quindi qualche vantaggio ce l’ha.

Pensare che la disponibilità di denaro risolva sempre tutto è una convinzione degli uomini “moderni“, per i quali l’impegno ed il sacrificio sono cose per i “polli“, solo i furbi che sanno giostrarsi tra alchimie contabili e finanziarie possono primeggiare.

La situazione del calcio e non solo dimostra che la realtà “reale” e non quella virtuale, è diversa e che senza contenuto, nessun contenitore, per quanto bello ed appariscente, ha significato, si corre con le gambe non con il mouse e per giocare servono testa e piedi.

La soluzione di questi problemi, che certo noi non vedremo, passa prima di tutto dalla corretta analisi della situazione, dalla presa d’atto che se “il re è nudo” non possiamo fingere il contrario e poi dovremo iniziare a pensare alle soluzioni.

Tutte quelle di cui si parla oggi sono fantasie che sperano che un’aspirina possa curare un tumore ormai in metastasi, parlare di soluzioni per la nostra  occupazione senza accertarne ed accettarne le cause, significa parlare a vuoto, ben consapevoli che chi il lavoro ce l’ha, non ascolta e chi non ce l’ha, spera, senza dare peso alle promesse politiche che quasi sempre rimangono tali.

Le soluzioni vere passano necessariamente dall’implosione del sistema che avrà creato una mole talmente grande di ricchezza  fasulla, da non sapere più che farne ed avere perso la capacità di riconoscere il valore vero delle cose, quando si comprenderà che il grano non è destinato a diventare combustibile per le auto, ma ha il suo obiettivo principale nello sfamare le persone, quando si tornerà al contatto con le persone per parlare e non sarà più indispensabile la mediazione informatica.

Allora si giocherà anche il calcio in modo diverso, per fare sport e non per fare soldi, ma tutto questo accadrà forse tra tanto, tanto tempo, per ora possiamo solo goderci il calcio dei poveri, perchè i ricchi sono troppo impegnati a fare i soldi.

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