2001/95/CE – Direttiva trascurata

La Direttiva 2001/95/CE,

recepita in Italia con il D.Lgs. 172 del 21 Maggio 2004, rappresenta uno dei più importanti documenti per tutti i consumatori.

Infatti questa direttiva si occupa della sicurezza di tutti i prodotti, ma proprio tutti i prodotti che vengono immessi in commercio (“immessi in libera pratica“).

I soggetti che immettono i prodotti “in libera pratica” possono essere identificati come: il produttore (all’interno della Comunità Europea), il mandatario del produttore (produttore esterno alla Comunità Europea), l’importatore, che ovviamente risiede all’interno della Comunità e i distributori. Tutti questi soggetti sono tenuti a verificare che i loro prodotti (quindi sia costruiti che acquistati) rispettino la direttiva 2001/95/CE o il Decreto Legislativo, se il prodotto è venduto in Italia.

Solo questi sono i soggetti giuridici che hanno l’obbligo di attuare tutte le procedure previste dalla legge.

I consumatori, d’altra parte, devono pretendere che queste leggi siano rispettate. La legge prevede che ci sia sempre un manuale di istruzioni che accompagna il prodotto, che sia un volume o un semplice foglietto illustrativo non importa.

Ciò che è fondamentale è che sia scritto in italiano e che ci siano le principali indicazioni del e sul prodotto (soprattutto l’uso che, potrà sembrare incredibile, a volte non è scritto e non si riesce a capire a cosa serva un certo oggetto!). In mancanza di tale assolvimento, si può contestare il prodotto e ci si può rifiutare di corrisponderne il pagamento.

UN PRODOTTO INCOMPLETO (ovvero senza istruzioni in italiano, senza etichetta con i  dati essenziali e senza luogo di origine) VA CONTESTATO E NON SI PAGA!

Se poi il prodotto fosse anche soggetto al rispetto di Direttive di categoria, deve anche essere marcato CE: anche l’assenza del Marchio CE giustifica la contestazione.

aldo valsecchi

Se un privato in seguito ad acquisto di una bicicletta elettrica a pedalata assistita (settembre 2005) la stessa viene classificata dalla motorizzazione civile come ciclomotore ed era sprovvista
di marchiatura CE e lo scarso libretto d’istruzioni è un falso in quanto la identifica come biciletta elettrica a pedalata assistita; qual’è l’organo comptente a cui segnalare e trasmettere il tutto per l’applicazione delle sanzioni?Grazie

cetn

Salve, la cosa strana nel Suo discorso è il fatto che una bici a pedalata assistita sia classificata come ciclomotore, di conseguenza dovrebbe anche avere la targa e tutto il resto.
Sinceramente non abbiamo mai avuto informazioni in questo senso, ed è quindi evidente che la documentazione non sia corretta, però se mi passa l’esempio sarebbe come se mettessimo le ali ad un’automobile e dicessimo che è un aereo e quindi non ha i documenti in regola.
C’è qualcosa di scorretto nella premessa.
Saluti
Staff CetN

cetn

Salve, le porte da interno, pur non rientrando nella specifica norma delle porte, intese come chiusure verso l’esterno, è pur sempre un prodotto da costruzione e quindi devono essere marcate CE.
Saluti

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