Europa si, Europa no.

Spesso si sente parlare nei dibattiti televisivi di Europa, di tutti i problemi che derivano dallo stare assieme in molti Paesi, dai condizionamenti e dai diktat, che arrivano dal governo centrale europeo, senza poi verificare se davvero queste “imposizioni” vengano effettivamente rispettate.

Quello che non viene mai messo in evidenza, è ciò che di positivo è venuto ai cittadini europei, cioè a tutti noi, dall’essere all’interno di una sola comunità.

Conoscono abbastanza bene la preparazione dei nostri politici e politicanti, per evitare di entrare nel merito delle varie prese di posizione, pro e contro, so per certo che la maggioranza e non solo dei politici, parla per sentito dire e se capita anche in un ambito tecnico, come la marcatura CE, si può pensare cosa possa succedere in ambiti più squisitamente politici.

Non è compito di questo blog entrare in questi ambiti, ma avendo la possibilità di conoscere le legislazioni dei vari Paesi extra UE in merito alla sicurezza, dalla Russia agli USA, tanto per citarne due tra i più grandi, possiamo confrontare quale sia il livello di attenzione dedicato alla sicurezza ed alla salute dei cittadini.

In relazione alla sicurezza ed alla salute pubblica, la legislazione europea è certamente la più avanzata, la più articolata, la più chiara e la più logica, se poi sia anche efficace dipende esclusivamente dal grado di maturità dei cittadini europei, sia che essi sia i consumatori o utenti finali, sia che siano i soggetti obbligati a rispettare le regole di sicurezza nel loro lavoro.

Le leggi sulla marcatura CE, dei prodotti e quelle che più in generale regolano la sicurezza dei prodotti e dei servizi destinati a tutti noi, sono chiare, non essendo state scritte da soliti legulei italici, sono facilmente applicabili e basate tutte sull’applicazione del buon senso, oltre che su regole definite.

Dimenticare tutto ciò e prendere posizione pro o contro, per semplice calcolo elettorale, mi sembra tipico del modo di fare italico.

Pensare, che uscendo dall’Europa la nostra economia sarebbe meno soggetta al potere finanziario, o pensare che ce ne sia di più solo perchè stiamo in Europa, può servire per un dibattito televisivo, ma non nella vita reale.

Nella vita reale, dove non conta lo spread, ma ciò che acquistiamo prodotti tutti i giorni, è importante (o meglio lo sarebbe se le leggi fossero rispettate), non trovarsi con giocattoli tossici, o dispositivi medici inadeguati, lampade dalle quali si può prendere la scossa, macchine da lavoro che mettono a rischio la vita degli operai e molto altro.

L’Europa, piano piano, con la velocità degli ultimi, sta cambiando il nostro modo di percepire e pretendere la nostra sicurezza e se le cose non vanno più veloci, non dipende certo dalla mancanza delle regole o dalla loro chiarezza, ma dal fatto che chi le deve rispettare (i produttori e gli importatori), chi le deve far rispettare (tutte le autorità di controllo), chi deve pretenderne il rispetto (tutti noi), non le conosce o non le conosce abbastanza.

Molti “addetti” ai lavori, parlano per sentito dire, molti rappresentanti delle autorità, si rivolgono a noi per sapere come farle applicare (ci fa piacere, ma è assurdo), molti cittadini continuano a “brontolare“, perchè ad esempio mancano le istruzioni in italiano e non sanno, che sono più di 15 anni che questo è un obbligo di legge.

L’Europa ci può essere di grande aiuto, ma si muove in base ad un principio, che all’italico popolo è sempre stato indigesto: ognuno si prende la responsabilità di ciò che fa, senza possibilità di cercare scuse o paraventi.

Scuse e paraventi, che per molti produttori o importatori si chiamano “certificati“, documenti utilizzati con finalità diverse dal loro scopo originale, ovvero anziché rappresentare una conferma che un campione ha superato i test e nulla più,  si crede e si vuol fare credere, che siano la dimostrazione che tutto va bene e che se lo dice “l’Ente Notificato” il consumatore può star tranquillo. Ecco che il politichese entra anche nelle questioni tecniche e sfrutta sempre solo una cosa, l’ignoranza, a volte comprensibile, a volte colpevole, di chi ascolta.

Prima di esprimere valutazioni basate sul nulla, sarebbe opportuno informarsi, SEMPRE.

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